Che cosa è il C.N.I.S.


Che cosa è il C.N.I.S. ?

- Il C.N.I.S. (associazione per il coordinamento nazionale degli insegnanti specializzati e la ricerca sulle situazioni di handicap) si caratterizza soprattutto per le iniziative volte all'aggiornamento degli insegnanti. Molto saldo è il collegamento con i ricercatori universitari nel campo della disabilità.
- Il CNIS è stato fondato nel 1982 ed è incluso nell'elenco delle Associazioni qualificate (MIUR).
- La sede nazionale è a Padova c/o il Centro per le difficoltà di apprendimento sito in Via delle Cave n.15. L'email è: cnis.nazionale@gmail.com
- Il Presidente attuale è la Prof.ssa Daniela Lucangeli, Università di Padova.
- L’ associazione non persegue scopi di lucro o finalità commerciali ed è inclusa nell’elenco delle Associazioni accreditate per la formazione del personale della scuola del MPI, con Decreto 8 agosto 2005.
Il C.N.I.S. ha come scopi:
- Promuovere studi e ricerche nel settore della psicopatologia dell’apprendimento, della psicopedagogia delle situazioni di handicap e dell’intervento pedagogico individualizzato;
- Favorire la diffusione di informazioni, di conoscenze scientifiche e tecniche fra coloro che operano in tali settori a fini di ricerca, formazione dei docenti, insegnamento.

Leggi tutto >>

venerdì 30 novembre 2012

C.N.I.S: 30 anni di attività

SE TRENT’ANNI VI SEMBRAN POCHI

Ci siamo. Il 4 dicembre 1982 dei/lle baldi/e giovanotti/e davano vita al C.N.I.S.: Coordinamento Nazionale Insegnanti Specializzati. Tra di essi/e nomi destinati a scrivere pagine importanti per l’integrazione scolastica. E di pagine il CNIS ne ha scritte tante insieme a loro.
Nel giro di pochissimi anni sorsero molte sedi locali, da nord a sud, da est a ovest. I 29 Convegni internazionali, e i numerosi (centinaia) nazionali e locali, stanno a testimoniare il radicamento della nostra associazione nel tessuto della scuola italiana.
Nell’atto costitutivo si possono leggere le parole guida che ci hanno aiutato ad operare.
Lo stretto rapporto scuola – università era e resta un cardine importante per:
- favorire la costruzione di un profilo professionale di alta qualificazione dell’insegnante;
- stimolare la ricerca universitaria ad  uscire dalla sfera accademica per rendere protagonisti gli insegnanti attraverso la ricerca azione. 
La formazione permanente rimane ancor oggi un obiettivo da raggiungere, visto e considerato che per gli insegnanti non esiste l’obbligatorietà strutturale di formarsi in servizio.
I numerosi incontri hanno  anche costruito una rete di conoscenze, di esperienze e, perché no, di relazioni affettive che ha consentito al CNIS di sopravvivere, nonostante questa epoca di passioni tristi.
Non ci siamo mai lasciati tentare dalla deriva sindacale perché in questo campo ci sono già organizzazioni che vi lavorano. Ha prevalso e continua a prevalere un profilo scientifico. Giusto lo spirito che animò i fondatori in una fredda giornata invernale del 1982.

                                                                           gianonger.it  

P.s. Dei 29 convegni internazionali la sezione di Brescia ne ha organizzati 3: 1985, 1998, 2005. Nel 1985 è stato ospite lo psicologo francese René Zazzo; nel 1998 ci ha onorati della sua presenza Howard Gardner.
 
- Riportiamo, di seguito, una copia conforme all'originale dell' ATTO COSTITUTIVO del C.N.I.S, datato Padova 4 dicembre 1982

 
 
 

lunedì 10 settembre 2012

Convegno CNIS Brescia

Cnis sezione di Brescia
Istituto "Sraffa" (Brescia)
Istituto "Don Milani" (Montichiari)
organizzano un seminario di studio sul tema"La scuola è un caos calmo?"
nei giorni 26/27 ottobre 2012  presso l'Istituto "Sraffa" di Brescia

  
SEMINARIO DI STUDIO
 La scuola è un caos calmo?”
Istituto “Sraffa” di Brescia, 26/27 ottobre 2012
26 OTTOBRE 2012
“La scuola degli altri”
PROGRAMMA
Ore 14.00: registrazione partecipanti
Ore 14.30: apertura lavori
 Maria Piovesan, DS Istituto “Sraffa”  
Mario Fraccaro, DS Istituto “Don Milani”
Giancarlo Onger,  presidente CNIS Brescia (associazione per il coordinamento nazionale degli insegnanti specializzati e la ricerca sulle situazioni di handicap)
Ore 15.00: Maryse Metra, presidente AGSAS, formatrice insegnanti specializzati IUFM di Lione, Francia
“La scuola francese di fronte agli alunni con Bisogni Educativi Speciali: dai test all’intervento”
Ore 16.00:  Simona D’Alessio, Agenzia Europea,
“Educazione inclusiva in Europa. I bisogni educativi speciali da una prospettiva inclusiva”
Ore 17.00: Arne Ostli, editore di riviste di pedagogia speciale,
“La formazione degli insegnanti curriculari e degli insegnanti specializzati in Norvegia”
Ore 18.00: dibattito e conclusioni
27 OTTOBRE 2012
“La corresponsabilità dei docenti nella scuola inclusiva”
PROGRAMMA
Ore 9.00: registrazione partecipanti
Ore 9.30: Carlo Scataglini, docente di sostegno
 ”Il sostegno è un caos calmo e io non cambio mestiere”
Ore 10.30  Dario Ianes, Università di Bolzano: “Dal sostegno ai sostegni”
Ore 11.30 – 13.00: dibattito e conclusioni
MODERA: Giancarlo Onger, presidente CNIS Brescia
 
Considerato che i posti sono limitati, è necessario iscriversi  inviando  un messaggio a: mamil.smilla@yahoo.it
Agli insegnanti che ne faranno richiesta verrà rilasciato un regolare attestato.
Il CNIS è inserito nell'elenco degli Enti come Soggetti riconosciuti per la formazione del personale della scuola (Decreto MIUR, 8 giugno 2005).

sabato 21 aprile 2012

Perché non hai finito i compiti?

L'Associazione neurofibromatosi e il Cnis di Brescia
propongono un seminario sulla neurofibromatosi e
i disturbi specifici di apprendimento (DSA)

a Darfo Boario Terme il 17 maggio 2012, ore 20.45
presso Sala dell'ex Chiesa di Santa Maria della Visitazione,
via Quarteroni n. 10.

L'iniziativa ha avuto il patrocinio
dell'Assessorato alla cultura del Comune e
del CTRH Valle Camonica.

Programma
- Maria Gugliotta, neuropsicologa, Clinica Pediatrica, Università di Parma:
"Disturbi dell'apprendimento e difficoltà scolastiche in bambini con NF1"

- Federica Serioli, neuropsicologa: "I disturbi neuropsicologici in età evolutiva"
- Fiorella Dellasera, insegnante, psicopedagogista: "Troppi zaini sulle spalle"
- Roberta Damiola, insegnante: "La scuola secondaria di fronte agli alunni con DSA"
Conduce e coordina Giancarlo Onger, Presidente CNIS di Brescia

Locandina del seminario su neurofibromatosi e disturbi specifici di apprendimento (DSA)

venerdì 6 aprile 2012

La riserva naturale del Sebino - Seminario

LA RISERVA NATURALE DEL SEBINO: “PRESENTAZIONE E INAUGURAZIONE PERCORSO FRUIBILE DA TUTTI”
VENERDI’ 11 MAGGIO 2012
PRESSO IL CENTRO DI ACCOGLIENZA DELLA  RISERVA NATURALE
“TORBIERE DEL SEBINO”
Via Tangenziale Sud
ISEO (BRESCIA)
di fronte allo stadio di Iseo

(Vedi la mappa per raggiungere la località)    

Scarica la locandina del seminario dell'11 maggio 2012 oppure vedila qui sotto



giovedì 29 marzo 2012

L'inclusione dopo la scuola secondaria

L’Istituto di Istruzione Superiore "Don Lorenzo Milani" di Montichiari, in collaborazione con la sezione CNIS di Brescia e con l’Associazione Davide Rodella Onlus di Montichiari, organizza per il giorno
   20 aprile 2012 dalle ore 08.30
al Garda Forum di Montichiari
  in via Trieste n. 12 il convegno:

Progetto di vita:
"Conventio ad includendum" 

Prospettive di inclusione dopo la scuola secondaria.

Al convegno parteciperanno:
- Marco Rossi Doria (Sottosegretario alla Pubblica Istruzione)
- Mario Maviglia (Dirigente U.S.R. Lombardia)
- Raffaele Iosa (Dirigente U.S.R. Emilia-Romagna)
- Giancarlo Onger (Presidente CNIS Brescia)
E’ disponibile la locandina del convegno:

- fronte e retro della locandina
Locandina convegno fronte e retro
- facciate interne della locandina

Locandina convegno facciate interne

lunedì 13 febbraio 2012

IL MONDO DI TUTTI

VIDEO "IL MONDO DI TUTTI" - Cortometraggio di Francesco Boschetti (Italia, 2011, 28 minuti)

Proponiamo oggi una nostra intervista con Francesco Boschetti, trentaquattrenne romano, autore del cortometraggio "Il mondo di tutti", incentrato sulla storia di un ragazzo con disabilità fisica e intellettiva, Martin, cui viene impedito di partecipare alla gita scolastica.
Il corto, ultimato nell'aprile del 2011, è stato presentato alla Casa del Cinema a Roma nel successivo mese di luglio.
In 28 minuti, visionabili anche online, Boschetti mostra il ragazzo in classe, assistito da un'insegnante di sostegno poco simpatetica e per di più gravata da una vicenda personale di malattia della figlia che le impedisce di garantire la sua presenza nell'orario di lavoro. Anche i docenti talvolta si stancano della presenza di Martin, che non sembra ben integrato nemmeno dai compagni. Sentendosi escluso, il ragazzo mette in scena azioni di disturbo, con l'unico scopo di attirare l'attenzione.
A notarlo è Nora, un'amorevole e giovane insegnante di sostegno, che si occupa di una ragazza di un'altra classe, e che, quando viene a conoscenza del fatto che Martin non potrà partecipare alla gita, interviene per fare pressione sulla preside ma anche sui genitori, dal momento che il padre - per eccessivo spirito protettivo - ha accettato di buon grado di non insistere sulla partecipazione di Martin al viaggio di classe.
La scena di chiusura del corto, in cui i compagni si rifiutano di partire se Martin non potrà andare con loro, richiama una situazione drammatica amata da Hollywood e infatti rappresentata in diverse pellicole soprattutto americane, ispirata in particolare al finale del vibrante "L'attimo fuggente" di Peter Weir, quando gli studenti a uno a uno salgono sul banco per salutare il loro "Capitano".

Da quanto tempo ti occupi di regia?
«Mi ci sono avvicinato nel 2004, quando ho collaborato come assistente alla regia di Umberto Marino nel film La fiamma sul ghiaccio. Da quel momento ho iniziato a scrivere e dirigere dei miei cortometraggi, tutti prodotti con badget irrisori, tra cui Il silenzio (2004), un film di 44 minuti, Tre spine nell'anima (2010), un corto di 6 minuti sul tema della violenza sulle donne, e soprattutto Il mondo di tutti (2011), la mia prima opera professionale, girata finalmente con una produzione alle spalle e un budget adeguato. Inoltre mi dedico alla scrittura letteraria».
Hai fatto qualche scuola? Come ti sei preparato per questa professione?
«Sono un autodidatta. Le mie conoscenze in ambito letterario e cinematografico derivano da un faticoso e capillare studio, oltre ovviamente che dal lavoro sul campo».

Cosa vuoi fare "da grande"?
«Il mio sogno è diventare un regista e sceneggiatore professionista».

Che tipo di film ti piace girare?
«Il genere che preferisco è senza dubbio la storia di finzione, la narrazione di fatti che costituiscono il frutto della mia fantasia, pur con una buona dose di realismo. È nel mio stile, infatti, cercare una collocazione spazio-temporale ben precisa nelle mie storie, inserendole nella realtà sociale e politica tipica dell'epoca e del contesto che intendo rappresentare: elementi sui quali, prima di scrivere una sola riga, mi documento accuratamente».

Quali sono, secondo te, le tue qualità di artista?
«Ritengo che le mie qualità più spiccate siano la cura dei dettagli, il rifiuto dell'approssimazione e un accurato studio stilistico della messa in scena. Inoltre sono portato al dialogo, per cui mi risulta facile instaurare un buon feeling con gli attori e i componenti della mia troupe».

Ora veniamo a te e alla disabilità. È un argomento che ti tocca da vicino?
«Ci sono entrato in contatto nel 2003, prestando il Servizio Civile presso il Municipio Roma XV. Oltre che degli anziani, mi occupavo giornalmente di prestare assistenza e apporto - nei limiti delle mie competenze e della mia scarsa esperienza - alle persone con disabilità residenti nel territorio della circoscrizione. È stata un’esperienza che mi ha segnato molto, in positivo. Mi ha consentito di aprire gli occhi su una realtà dolorosa e purtroppo invisibile. Giorno dopo giorno, ho iniziato a provare una certa empatia verso coloro che assistevo, mi sono reso conto di quanto sono fortunato io, a godere di buona salute, di una famiglia e del benessere economico. La solidarietà, l’empatia sono stati i valori che mi hanno trascinato durante questa esperienza».



Com'è nata l'idea di realizzare "Il mondo di tutti"?
«Da uno degli assistenti sociali del Municipio dove ho prestato il Servizio Civile, precisamente il mio "tutor", che già all'epoca aveva esternato il desiderio di realizzare un prodotto audiovisivo sulla disabilità. Io ho accettato la sua proposta con grande entusiasmo, sebbene non mi fossi mai cimentato nel genere sociale. È stata una scommessa, che credo di aver vinto. Già conoscevo la Cooperativa H Anno Zero. All'epoca, infatti, mi era capitato di assistere o comunque di incontrare anche alcuni dei loro utenti».

Com'è stato scelto l'argomento?
«Mi era stato chiesto di trattare esplicitamente la questione dell'integrazione delle persone con disabilità, con la più ampia libertà in merito alla trama. Poiché l'obiettivo originario era diffondere il cortometraggio nelle scuole, l'idea di assumere la scuola come location principale è venuta piuttosto naturale.
Prima di mettermi al lavoro, come sono solito fare, ho assunto diverse informazioni (soprattutto su internet) riguardo al mondo che intendevo esplorare. Dunque mi hanno subito colpito taluni episodi che avevano visto sfortunati protagonisti dei ragazzi disabili esclusi dalle gite scolastiche per problemi di natura tecnico-logistica, o addirittura solo perché averli con sé implicava per i docenti e i dirigenti un certo fastidio e un sovraccarico di responsabilità. Ho associato il tema al contesto politico determinato dalla Riforma Gelmini, alla carenza di insegnanti di sostegno nelle scuole, e in generale al disagio organizzativo che circonda la gestione della disabilità nelle stesse. Infine, per ricavare qualche spunto interessante, ho scelto di leggere il libro Nati due volte di Giuseppe Pontiggia, che mi era stato consigliato, direi giustamente (all'Autore, scomparso nel 2003, è stato intitolato un premio letterario). Così, ho iniziato a fantasticare sulla storia di un ragazzo escluso da una visita didattica a causa della sua disabilità. E tuttavia, negli articoli di cronaca che avevo raccolto, era stata sempre la famiglia a combattere contro la discriminazione subita dal proprio caro, opponendosi con vigore alle Istituzioni. Per non cadere dunque in un racconto puramente documentaristico e aumentare la drammaticità, ho deciso di invertire i fattori: la prima forma di pregiudizio, nel mio film, risiede proprio nella famiglia del protagonista, che per troppo amore, per eccessivo spirito di protezione, finisce per acuire le distanze tra lui e la cosiddetta "normalità". Al riguardo, per creare tensione narrativa, ho deciso di ricorrere a un binomio di personaggi altamente contrastanti: da un lato, un padre autoritario, ultra-possessivo, pessimista e dalle vedute ristrette, che esclude aprioristicamente che il figlio possa prendere parte alla gita scolastica, quali che siano le condizioni; dall'altro, una donna, la moglie, che al contrario vorrebbe assecondare il desiderio del figlio, ma che a causa del suo carattere debole e remissivo non riesce a far valere il proprio punto di vista».

Com'è stato assegnato il ruolo del protagonista e come avete lavorato con lui?
«La Cooperativa H Anno Zero non poteva contare, tra i suoi utenti, su un ragazzo simile, per età e tipo di disabilità, al personaggio di Martin. Così, limitatamente al protagonista, siamo stati costretti a rivolgerci ad altre associazioni. Il tempo passava e "Martin non arrivava". Non nascondo che iniziava ad affiorare un po' di preoccupazione. Poi il colpo di fortuna: casualmente, un'attrice presentatasi per il provino ci ha segnalato il nome della Cooperativa Ceralaccha. Dopo aver preso contatto, siamo andati quindi a visionare i loro utenti, durante le prove di uno spettacolo teatrale, e subito siamo rimasti colpiti da Antonio Ianiro. Con il consenso dei genitori, la parte è stata assegnata a lui, senza riserve.
Con Antonio abbiamo fatto un buon numero di prove, per un paio di settimane. Mi impressionava come non mostrasse il minimo imbarazzo davanti la telecamera. Determinante, per il risultato finale, è stata la collaborazione di Francesca Rotolo, regista teatrale che collabora con la Ceralaccha. Francesca - che conosceva Antonio da molto tempo e lo aveva già diretto con successo - si è mostrata abile nel consentirgli di memorizzare, scena per scena, le parole e i movimenti indicati nella sceneggiatura. Insieme, durante le prove, abbiamo ritoccato alcune frasi dei dialoghi, quando Antonio, causa le sue difficoltà di linguaggio, non riusciva a scandirle adeguatamente. Tra Antonio e Francesca esiste un feeling particolare, che ha agevolato il mio compito, consentendomi di dedicarmi con altrettanta cura, come un regista deve poter fare, anche agli altri attori. Raramente davo le mie istruzioni di regia direttamente ad Antonio; il più delle volte mi avvalevo della mediazione di Francesca, che di sicuro sapeva meglio di me come comunicare e approcciarsi con lui; e infatti è riuscita a tradurre tutte le mie indicazioni alla perfezione.
Anche gli altri ragazzi disabili - utenti della Cooperativa H Anno Zero - si sono rivelati pronti e bravissimi nei rispettivi ruoli. Soprattutto Manuela Crisafio, che ha interpretato egregiamente il ruolo di Teresa, la ragazza con disabilità assegnata a Nora. Anche per lei e per le altre persone con disabilità vale lo stesso discorso di Antonio: per gestirli e dirigerli è stato necessario un lavoro di squadra, che ha visto protagonisti non solo me, ma anche il personale della Cooperativa H Anno Zero, Tiziano Grasso, Valentina Bassi e altri miei collaboratori».

Chi ha scritto la storia?
«La storia è stata scritta interamente da me. Il film, partendo dalla premessa che la disabilità genera di per sé una spaccatura e una conseguente situazione di disagio per ambo le parti, vuole far passare il messaggio per cui spetterebbe alle Istituzioni scolastiche e politiche, ciascuna nel proprio ambito, il compito di attenuare il divario».

L'insegnante di sostegno giovane e carina che aiuta Martin a superare gli ostacoli narrativi è tratteggiata senza ombre. Il suo è un "personaggio angelico". Perché questa scelta?
«Il personaggio di Nora è il simbolo di un diverso modo di rapportarsi con la disabilità. In lei risiedono gli ideali, la volontà di intaccare equilibri consolidati, la carica giovanile che si scontra con la demotivazione e la rassegnazione di chi della vita ha visto troppe cose negative e non crede - o non ha più voglia - di poter cambiare il sistema. Nora, a mio giudizio, non è un personaggio angelico, ma semplicemente una giovane insegnante di sostegno alle prime esperienze, che come tale ha tanti valori e ideali da mettere in campo, oltre alla voglia di emergere nella professione che ha scelto. Questa sua ambizione, d'altro canto, è tipica di ogni giovane che inizia ad affacciarsi nel proprio mondo professionale.
In merito alla sua funzione narrativa, Nora è "l'eroe" (o meglio, l'eroina), cioè colei che porta avanti la storia e persegue un risultato concreto, scontrandosi con forze avverse posizionate su più livelli. Ero consapevole che il protagonista, per via della sua disabilità, non potesse assolvere a questa funzione scatenante; per cui ho deciso di affidare le sue sorti a un personaggio volitivo che si prendesse cura di lui. Sarebbe stato bello approfondire il personaggio di Nora, giustificare la sua motivazione personale, ma purtroppo doveva essere un cortometraggio. Anzi, con 28 minuti sono arrivato al limite».

Quanto è costata la produzione del corto? E chi ha sostenuto le spese?
«Approssimativamente 20.000 euro, che sono stati stanziati dal Municipio Roma XV e anticipati dalla Cooperativa H Anno Zero».

Sei soddisfatto del risultato?
«Sono soddisfatto perché è stata un’esperienza che mi ha accresciuto sia professionalmente come autore e regista, che dal punto di vista umano. Inoltre Il mondo di tutti ha ottenuto un ottimo riscontro di pubblico e critica. Tuttavia sono convinto che si può e si deve fare ancora molto. Ad esempio l'opera non usufruisce attualmente di una distribuzione; per cui, al di là del circuito YouTube, del mio sito web e dei festival, non gode di concreta visibilità. A tal fine, mi sto muovendo con alcune distribuzioni romane che si occupano di cinema indipendente. Questa attività non rientra specificamente nelle mie competenze professionali, ma sono ben lieto di svolgerla».

(A cura di Barbara Pianca)
Link per la visione del cortometraggio
http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=zQMHQ6AZnMk
oppure
- http://youtu.be/zQMHQ6AZnMk

domenica 5 febbraio 2012

CONGRESSO NAZIONALE CNIS - VICENZA 30/31MARZO 2012

PROGRAMMA DEFINITIVO CONGRESSO
http://www.cnis.it/index.php?option=com_content&view=article&id=71&Itemid=64



Auguri, 104! 
Una mattina strana. Il sole che accompagna la neve rada aggiunge una novità alle mie conoscenze, ristrette, in campo meteorologico. Sbirciando nei ricordi mi sovviene che oggi c’è qualche amica/o che compie gli anni. Invece no. Oggi, 5 febbraio 2012, compie vent’anni la legge 104. Un punto di arrivo con ripartenza immediata del lungo cammino di riconoscimento dello status di cittadino della persona con disabilità. La parola handicappato attraversa trasversalmente gli articoli e i commi che in quel momento significarono un balzo in avanti sul tema dei diritti. E neanche a farlo apposta a fare da apripista ci sono stati quindici anni di integrazione scolastica. Un’esperienza unica che ha fornito, e che continua a fornire, tanti stimoli per una scuola di qualità e per la qualità della vita di tutti. Sì, perché se oggi possiamo parlare di scuola inclusiva, intesa come scuola per tutti, è perché sui banchi ci sono da tanti anni alunni/studenti con disabilità. La ricerca parla chiaro: le classi inclusive funzionano meglio. E allora non fermiamoci. Forse è arrivato il momento di riprendere in mano la 104 per migliorarla e renderla più efficace.
Per questo, auguri 104!

                                   gianonger

Provaglio d’Iseo, 5 febbraio 2012

mercoledì 25 gennaio 2012

IL 3 FEBBRAIO 2012 APRE LA SEZIONE CNIS DI MILANO

Facoltà di Scienze della Formazione
Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”
Piazza dell’Ateneo Nuovo, 1 – 20126 Milano
Scuola di Dottorato in Scienze Umane
Dottorato in Scienze della Formazione e Comunicazione

CNIS – sede locale di MILANO

Associazione per il Coordinamento Nazionale degli Insegnanti Specializzati
e la ricerca sulle situazioni di handicap
Ente Qualificato per la Formazione

INAUGURAZIONE DELLA SEDE
venerdi’ 3 febbraio 2012 – ORE 14,00-17,30

AULA MASSA (Ed. U6, IV piano)

Programma:
Ore 14.00 Registrazione dei partecipanti e iscrizione al CNISMILANO
( quota associativa di € 15 €)

Ore 14.30 Introduzione
Prof. Silvia Kanizsa, Preside Facolta’ di Scienze della Formazione, Universita’ Milano-Bicocca

Ore 14.45 Saluti
Prof. Giuseppe Petralia, Dirigente Ufficio Scolastico Territoriale di Milano

Ore 15.00 Apprendimento e impotenza appresa
Prof.ssa Daniela Lucangeli, Universita’ Padova - Presidente del CNIS Nazionale

Ore 15.45 Disabilità e formazione degli insegnanti
Prof.ssa Ottavia Albanese, Universita’ Milano-Bicocca - Responsabile Scientifica della sede CNISMILANO

Ore 16.15 Modalità e intenti della sede locale del CNISMILANO
Insegnante Loredana Mercadante, Attivita’ Didattiche per il Sostegno (ADA), Universita’ Milano-Bicocca - Coordinatore CNISMILANO

Ore 16.30 Dibattito

Ore 17.00
Presentazione dei componenti del Comitato Direttivo del CNISMILANO

Conclusioni e saluti

ISCRIZIONI: https://sites.google.com/site/cnismilano/

giovedì 12 gennaio 2012

XXIX CONGRESSO NAZIONALE CNIS - VICENZA, 30 e 31 marzo 2012

XXIX CONGRESSO NAZIONALE CNIS

(Associazione per il Coordinamento Nazionale degli Insegnanti Specializzati e la ricerca sulle situazioni di handicap)
Quando educare è più difficile: ricerca, scuola e genitori.
Vicenza, 30-31 marzo 2012


Per conoscere le prime informazioni organizzative, collegarsi al sito:

martedì 10 gennaio 2012